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Cefalee: quando la fisioterapia può aiutare

La cefalea è un disturbo caratterizzato da dolore localizzato alla testa, talvolta associato a dolore cervicale, nausea, sensibilità a luce e rumori o sintomi neurologici.

Non è una diagnosi unica: esistono numerose forme con cause e meccanismi differenti. La distinzione fondamentale è tra:

  • cefalee primarie, nelle quali il mal di testa costituisce la patologia;
  • cefalee secondarie, nelle quali il dolore è provocato da un'altra condizione.

Quanto sono diffuse

Le cefalee sono tra i disturbi neurologici più diffusi. Le stime più recenti indicano che nel 2023 circa 2,9 miliardi di persone, pari al 34,6% della popolazione mondiale, presentavano un disturbo cefalalgico.

Una precedente analisi globale stimava:

  • 1,89 miliardi di persone con cefalea tensiva;
  • 1,04 miliardi con emicrania;
  • prevalenza globale standardizzata della cefalea tensiva intorno al 26%.

Sebbene la cefalea tensiva sia più frequente, l'emicrania determina una disabilità nettamente maggiore. Studio Global Burden of Disease ↗

Le tre grandi categorie

La classificazione internazionale ICHD-3 distingue tre grandi gruppi. International Headache Society ↗

1. Cefalee primarie

Non dipendono da un'altra patologia:

  • emicrania, con o senza aura;
  • cefalea di tipo tensivo;
  • cefalee autonomico-trigeminali, tra cui la cefalea a grappolo;
  • altre cefalee primarie, per esempio associate a tosse, esercizio fisico o attività sessuale.

2. Cefalee secondarie

Sono conseguenza di una causa identificabile:

  • trauma cranico o cervicale;
  • patologie vascolari;
  • disturbi intracranici non vascolari;
  • infezioni;
  • assunzione o sospensione di sostanze;
  • abuso di farmaci sintomatici;
  • disturbi metabolici o dell'omeostasi;
  • patologie di collo, occhi, orecchie, seni paranasali, denti o articolazione temporo-mandibolare.

La cefalea cervicogenica appartiene a questo gruppo: è attribuita a una disfunzione o lesione delle strutture cervicali. La diagnosi richiede una relazione causale con il disturbo cervicale, non semplicemente la presenza contemporanea di dolore al collo. Criteri ICHD-3 della cefalea cervicogenica ↗

3. Neuropatie craniche e dolori facciali

Comprendono nevralgie e dolori causati da lesioni o malattie dei nervi cranici, come la nevralgia del trigemino.

Perché l'esercizio fisico è utile

L'esercizio non «cura tutte le cefalee», ma può essere parte della prevenzione e della gestione di emicrania, cefalea tensiva e cefalea cervicogenica. Può contribuire a:

  • migliorare i sistemi endogeni di modulazione del dolore;
  • ridurre stress, ansia e tensione muscolare;
  • migliorare sonno, capacità aerobica e benessere generale;
  • aumentare forza e resistenza dei muscoli cervicali e scapolari;
  • ridurre disabilità, paura del movimento e sedentarietà;
  • rendere il paziente più autonomo nella gestione dei sintomi.

In uno studio randomizzato sull'emicrania, 40 minuti di esercizio aerobico tre volte alla settimana hanno prodotto un effetto preventivo, senza differenze significative rispetto a rilassamento e topiramato. Non significa che l'esercizio sostituisca automaticamente i farmaci, ma dimostra che può essere una componente valida della prevenzione. Studio clinico sull'esercizio nell'emicrania ↗

Nella cefalea tensiva, programmi di rinforzo e controllo craniocervicale hanno ridotto frequenza, intensità e durata degli episodi in studi clinici randomizzati. Studio sul training craniocervicale ↗

Come può aiutare la fisioterapia

La fisioterapia è particolarmente indicata quando alla cefalea sono associati:

  • dolore o rigidità cervicale;
  • riduzione della mobilità del collo;
  • sintomi provocati da posture o movimenti cervicali;
  • deficit di forza e resistenza della muscolatura cervicale;
  • alterazioni del controllo motorio;
  • sensibilità dei tessuti cervicali;
  • disfunzioni temporo-mandibolari;
  • riduzione dell'attività fisica.

Il trattamento può comprendere:

  • educazione e gestione dei fattori scatenanti;
  • esercizio terapeutico cervicale e scapolare;
  • training dei flessori cervicali profondi;
  • esercizio aerobico progressivo;
  • mobilizzazioni articolari;
  • tecniche manuali sui tessuti molli;
  • recupero della mobilità;
  • strategie ergonomiche e autogestione.

In uno studio randomizzato su 200 pazienti con cefalea cervicogenica, sia la terapia manuale sia gli esercizi specifici hanno ridotto frequenza e intensità della cefalea, con benefici mantenuti fino a 12 mesi. La combinazione non risultava nettamente superiore ai singoli interventi, sebbene una quota maggiore di pazienti ottenesse sollievo. Studio clinico su esercizio e terapia manuale ↗

Il messaggio più importante

La fisioterapia è più utile quando viene scelta dopo una corretta classificazione della cefalea. Non tutte le cefalee dipendono dalla cervicale, e la presenza di tensione muscolare non dimostra, da sola, un'origine muscoloscheletrica.

Quando serve una valutazione medica urgente

Una cefalea improvvisa e violentissima, nuova o progressivamente diversa, associata a febbre, trauma, deficit neurologici, confusione, perdita di coscienza o disturbi visivi richiede una valutazione medica urgente.

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