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Cervicalgia: perché non esiste una postura perfetta

La cervicalgia è un dolore localizzato nella regione cervicale, posteriormente e lateralmente al collo, che può irradiarsi verso nuca, spalle, parte superiore della schiena o braccio.

Può essere associata a rigidità, limitazione del movimento, cefalea, sensazione di affaticamento cervicale o sintomi neurologici all'arto superiore.

Quanto è diffusa

Nel 2020 la cervicalgia interessava circa 203 milioni di persone nel mondo. La prevalenza standardizzata era superiore nelle donne, e il numero complessivo dei casi è destinato ad aumentare con crescita e invecchiamento della popolazione. Global Burden of Disease 2021 ↗

Cause e fattori contribuenti

Anche la maggior parte delle cervicalgie è aspecifica e multifattoriale. Possibili fattori contribuenti sono:

  • sovraccarico o variazioni improvvise dell'attività;
  • mantenimento prolungato della stessa posizione;
  • ridotta resistenza dei muscoli cervicali e scapolari;
  • attività lavorative ripetitive;
  • stress e sonno insufficiente;
  • riduzione dell'attività fisica;
  • traumi, come il colpo di frusta;
  • maggiore sensibilità del sistema nervoso;
  • precedenti episodi.

Non esiste una postura perfetta da mantenere continuamente: il problema è spesso la scarsa variabilità e tolleranza alla posizione, più che una singola postura «sbagliata». Artrosi, disidratazione dei dischi e protrusioni sono comuni con l'età e non sempre provocano dolore.

Come si classifica

In base alla durata

  • acuta;
  • subacuta;
  • cronica o persistente;
  • ricorrente.

In base alla presentazione clinica

  • cervicalgia con deficit di mobilità: dolore e rigidità con movimenti limitati;
  • cervicalgia con alterazione del controllo motorio: frequente dopo trauma o colpo di frusta;
  • cervicalgia associata a cefalea: dolore cervicale collegato ai sintomi alla testa;
  • cervicobrachialgia o dolore radicolare: dolore al braccio con possibile formicolio, alterazione della sensibilità o debolezza;
  • cervicalgia aspecifica persistente: influenzata da fattori fisici, emotivi e comportamentali.

Questa classificazione orienta il trattamento fisioterapico senza pretendere di attribuire ogni sintomo a una singola struttura anatomica.

Il percorso riabilitativo

Il programma può comprendere:

  • educazione e mantenimento delle normali attività;
  • esercizi di mobilità cervicale;
  • rinforzo e resistenza dei muscoli del collo;
  • training dei flessori cervicali profondi;
  • rinforzo scapolare e toracico;
  • esercizi propriocettivi e di coordinazione;
  • esposizione progressiva ai movimenti temuti;
  • attività aerobica;
  • recupero dei gesti lavorativi o sportivi;
  • mobilizzazioni e terapia manuale come complemento.

Nei quadri persistenti è generalmente preferibile combinare esercizi cervicali e scapolotoracici, educazione e interventi manuali selezionati. Le linee guida fisioterapiche raccomandano un approccio differenziato in base alla presenza di deficit di mobilità, cefalea, alterazione del controllo motorio o sintomi radicolari. Linee guida JOSPT sulla cervicalgia ↗

Il ruolo della fisioterapia

Il percorso riabilitativo viene costruito attraverso valutazione clinica, educazione e obiettivi condivisi, controllo iniziale dei sintomi, recupero del movimento, esercizio progressivo, ritorno alle attività quotidiane e lavorative, prevenzione delle recidive. Il trattamento più efficace non rende il paziente dipendente dalle sedute, ma gli fornisce strumenti per tornare gradualmente autonomo.

Quando serve una valutazione medica urgente

Cervicalgia associata a problemi di equilibrio, coordinazione delle mani, linguaggio, vista o deglutizione, oppure a febbre, trauma significativo, tumore noto, perdita di peso inspiegata o dolore notturno intenso e non modificabile, richiede una valutazione medica tempestiva.

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