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Tecarterapia e massoterapia: un supporto, non una cura

Sono due dei trattamenti più richiesti in studio. Ecco cosa fanno davvero sui tessuti, per cosa sono indicati, e perché nessuno dei due sostituisce l'esercizio.

Tecarterapia

Che cos'è

La Tecarterapia, detta anche TECAR o trasferimento energetico capacitivo-resistivo, utilizza una corrente elettromagnetica a radiofrequenza applicata attraverso un elettrodo mobile e una piastra di ritorno. A differenza delle comuni fonti di calore superficiale, il passaggio della corrente produce calore prevalentemente all'interno dei tessuti. Si utilizzano due modalità:

  • capacitiva: concentra maggiormente l'effetto nei tessuti ricchi di acqua, come muscoli e tessuti molli superficiali;
  • resistiva: interessa maggiormente strutture a maggiore resistenza, come tendini, fasce, inserzioni e tessuti periarticolari.

L'effetto dipende dall'intensità: a bassa intensità prevalgono effetti non termici, aumentando l'intensità si ottiene un riscaldamento più evidente.

Come può essere utile

La Tecar può produrre:

  • aumento temporaneo della temperatura locale;
  • incremento della circolazione superficiale e profonda;
  • riduzione della sensibilità dolorosa;
  • diminuzione della rigidità;
  • maggiore estensibilità temporanea dei tessuti;
  • preparazione al movimento, alla terapia manuale e all'esercizio.

Non «rigenera» automaticamente tendini o cartilagine e non elimina direttamente l'infiammazione. Il beneficio principale documentato riguarda soprattutto dolore e funzione nel breve periodo.

Disturbi nei quali può essere utilizzata

La Tecar viene impiegata come trattamento complementare in caso di:

  • cervicalgia e lombalgia;
  • dolore muscolare e contratture;
  • artrosi del ginocchio;
  • rigidità e dolore della spalla;
  • capsulite adesiva;
  • tendinopatie;
  • distorsioni;
  • lesioni muscolari in fase riabilitativa;
  • dolore dell'anca;
  • edema post-traumatico o postoperatorio;
  • recupero dopo sovraccarico sportivo.

Alcuni studi mostrano miglioramenti di dolore e funzione, ma i protocolli sono molto differenti e molti lavori presentano campioni piccoli. Una revisione ha rilevato risultati potenzialmente favorevoli, sottolineando però l'eterogeneità e la qualità non sempre elevata delle prove. Revisione sulla Tecarterapia ↗

Nell'artrosi del ginocchio, per esempio, la Tecar ha mostrato risultati simili ad altre terapie convenzionali, ma gli autori evidenziano la necessità di ulteriori studi e protocolli standardizzati. Studio sull'artrosi del ginocchio ↗

Ruolo nella riabilitazione

La Tecar può essere utile per ridurre temporaneamente dolore e rigidità, rendendo più facile:

  • mobilizzare un'articolazione;
  • eseguire esercizi;
  • recuperare il movimento;
  • aumentare progressivamente il carico.

Deve quindi essere considerata un supporto, non il trattamento principale. Nella maggior parte dei disturbi muscoloscheletrici, esercizio terapeutico, educazione e gestione del carico sono indispensabili per ottenere risultati duraturi.

Controindicazioni e precauzioni

Va evitata o valutata attentamente in presenza di:

  • pacemaker o dispositivi elettronici impiantati;
  • gravidanza, soprattutto sull'area addominale e lombopelvica;
  • tumori nell'area trattata;
  • trombosi o tromboflebite;
  • emorragia attiva;
  • infezioni acute;
  • ridotta sensibilità termica;
  • gravi patologie vascolari;
  • ferite non protette;
  • protesi o mezzi metallici, in base al dispositivo e al protocollo utilizzato.

Massoterapia

Che cos'è

La massoterapia comprende tecniche manuali applicate a muscoli, cute e tessuti molli con finalità terapeutiche. Può includere:

  • sfioramento;
  • frizione;
  • impastamento;
  • pressione e compressione;
  • mobilizzazione dei tessuti molli;
  • tecniche miofasciali;
  • trattamento di aree muscolari sensibili.

Come agisce

Il massaggio può contribuire a:

  • modulare temporaneamente la percezione del dolore;
  • ridurre la sensazione di tensione e rigidità;
  • favorire rilassamento e benessere;
  • aumentare temporaneamente la mobilità;
  • migliorare la tolleranza al contatto e al movimento;
  • ridurre stress e paura associati al dolore;
  • preparare il paziente all'esercizio terapeutico.

Non «scioglie» realmente le contratture come nodi, non rompe le aderenze profonde e non elimina tossine o acido lattico. Gli effetti dipendono soprattutto dalla modulazione del sistema nervoso, dallo stimolo meccanico locale e dal rilassamento.

Disturbi nei quali può essere utile

La massoterapia può essere utilizzata per il controllo dei sintomi in caso di:

  • cervicalgia;
  • lombalgia aspecifica;
  • dolore dorsale;
  • dolore e tensione muscolare;
  • cefalea tensiva associata a sensibilità cervicale;
  • disturbi temporo-mandibolari con componente muscolare;
  • dolore miofasciale;
  • recupero dopo attività sportiva;
  • rigidità post-traumatica;
  • dolore muscolare dopo esercizio;
  • alcune condizioni dolorose della spalla;
  • fibromialgia, come supporto sintomatico.

Per la lombalgia subacuta o cronica, il massaggio può offrire beneficio soprattutto se inserito in un percorso che comprende esercizio ed educazione. Revisione sul massaggio nella lombalgia ↗

L'OMS include alcune forme di massaggio tra gli interventi che possono essere considerati all'interno di un percorso integrato per la lombalgia cronica primaria, evitando però di utilizzare un'unica terapia passiva in maniera isolata. Linee guida OMS sulla lombalgia cronica ↗

Limiti della massoterapia

Il massaggio offre generalmente benefici:

  • sintomatici;
  • di entità piccola o moderata;
  • prevalentemente a breve termine;
  • variabili da persona a persona.

Da solo non permette di recuperare stabilmente forza, capacità di carico, coordinazione o tolleranza all'attività.

Quando Tecar e massaggio sono più utili

Entrambi possono essere utili nella fase iniziale per ridurre dolore, rigidità o paura del movimento. Il loro scopo migliore è creare le condizioni per passare al trattamento attivo:

  • riduzione temporanea dei sintomi;
  • recupero del movimento;
  • esercizio terapeutico;
  • aumento progressivo del carico;
  • ritorno alle attività quotidiane o sportive.

In sintesi, Tecar e massoterapia possono facilitare la riabilitazione, ma non dovrebbero sostituire esercizio, educazione e recupero funzionale.

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